02 Novembre 2005

I miei pensieri

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Se si deve filosofare, si deve filosofare e se non si deve filosofare, si deve filosofare; in ogni caso dunque si deve filosofare. Se infatti la filosofia esiste, siamo certamente tenuti a filosofare, dal momento che essa esiste; se invece non esiste, anche in questo caso siamo tenuti a cercare come mai la filosofia non esiste, e cercando facciamo filosofia, dal momento che la ricerca è la causa e l'origine della filosofia.

(Aristotele)


La vita di ogni uomo è una via verso se stesso, il tentativo di una via, l'accenno di un sentiero. Nessun uomo è mai stato interamente se stesso, eppure ognuno cerca di diventarlo, chi sordamente, chi luminosamente, secondo le possibilità. Ognuno reca con sè, sino alla fine, residui della propria nascita, umori e gusci d'uovo d'un mondo primordiale. Certuni non diventano mai uomini, rimangono rane, formiche, lucertole. Taluno è uomo sopra e pesce sotto, ma ognuno è una rincorsa della natura verso l'uomo. Tutti noi abbiamo in comune le origini, le madri, tutti veniamo dallo stesso abisso; ma ognuno, tentativo e rincorsa dalle profondità, tende alla propria meta. Possiamo comprenderci l'un l'altro, ma ognuno può interpretare soltanto se stesso.

(dal Demian di Herman Hesse)


La storia di ogni società è stata finora la storia di lotte di classe. Uomo libero e schiavo, patrizio e plebeo, barone e servo della gleba, membro di una corporazione e artigiano, in breve oppressore e oppresso si sono sempre reciprocamente contrapposti, hanno combattuto una battaglia ininterrotta, aperta o nascosta, una battaglia che si è ogni volta conclusa con una trasformazione rivoluzionaria dell'intera società o con il comune tramonto delle classi in conflitto. Nelle precedenti epoche storiche noi troviamo dovunque una suddivisione completa della società in diversi ceti e una multiforme strutturazione delle posizioni sociali. Nell'antica Roma abbiamo patrizi, cavalieri, plebei, schiavi; nel Medioevo, feudatari, vassalli, membri delle corporazioni, artigiani, servi della gleba, e ancora, in ciascuna di queste classi, ulteriori specifiche classificazioni. La moderna società borghese, sorta dal tramonto della società feudale, non ha superato le contrapposizioni di classe. Ha solo creato nuove classi al posto delle vecchie, ha prodotto nuove condizioni dello sfruttamento, nuove forme della lotta fra le classi.

(Marx ed Engels)


E' davvero incredibile come insignificante e priva di senso, vista dal di fuori, e come opaca e irriflessiva, sentita dal di dentro, trascorra la vita di quasi tutta l'umanità. E' un languido aspirare e soffrire, un sognante traballare attraverso le quattro età della vita fino alla morte, con accompagnamento d'una fila di pensieri triviali.
Gli uomini somigliano a orologi che vengono caricati e camminano, senza sapere il perché; ed ogni volta che un uomo viene generato e partorito, è l'orologio della vita umana di nuovo caricato, per ripetere ancora una volta, fase per fase, battuta per battuta, con variazioni insignificanti, la stessa musica già infinite volte suonata. Ciascun individuo, ciascun volto umano e ciascuna vita non è che un breve sogno dell'infinito spirituale naturale, della permanente volontà di vivere; non è che una nuova immagine fuggitiva, che la volontà traccia per gioco sul foglio infinito dello spazio e del tempo, lasciandola durare un attimo appena percettibile di fronte all'immensità di quelli, e poi cancellandola, per dar luogo ad altre. Nondimeno, e in ciò è l'aspetto grave della vita, ognuna di tali immagini fugaci, ognuno di tali insipidi capricci dev'essere pagato dall'intera volontà di vivere, in tutta la sua violenza, con molti e profondi dolori, e in ultimo con un'amara morte, a lungo temuta, finalmente venuta. Per questo ci fa così subitamente malinconici la vista di un cadavere. La vita d'ogni singolo, se la si guarda nel suo complesso, rilevandone solo i tratti significanti, è sempre invero una tragedia; ma, esaminata nei particolari, ha il carattere della commedia. Imperocchè l'agitazione e il tormento della giornata, l'incessante ironia dell'attimo, il volere e il temere della settimana, gli accidenti sgradevoli d'ogni ora, per virtù del caso ognora intento a brutti tiri, sono vere scene da commedia. Ma i desideri sempre inappagati, il vano aspirare, le speranze calpestate senza pietà dal destino, i funesti errori di tutta la vita, con accrescimento di dolore e con morte alla fine, costituiscono ognora una tragedia. Così, quasi il destino avesse voluto aggiungere lo scherno al travaglio della nostra esistenza, deve la vita nostra contenere tutti i mali della tragedia, mentre noi riusciamo neppure a conservar la gravità di personaggi tragici, e siamo invece inevitabilmente, nei molti casi particolari della vita, goffi tipi da commedia.

(Schopenhauer)


Essere o non essere;questo é il problema:se sia più nobile d'animo sopportare gli oltraggi,i sassi e i dardi dell' iniqua fortuna,o prender l' armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli. Morire:dormire;nulla di più;e con un sonno dirsi che poniamo fine al cordoglio e alle infinite miserie naturale retaggio della carne,é soluzione da accogliere a mani giunte. Morire,dormire,sognare forse: ma qui é l' ostacolo, quali sogni possano assalirci in quel sonno di morte quando siamo già sdipanati dal groviglio mortale,ci trattiene:é la remora questa che di tanto prolunga la vita ai nostri tormenti.Chi vorrebbe,se no,sopportar le frustate e gli insulti del tempo,le angherie del tiranno,il disprezzo dell' uomo borioso,le angosce del respinto amore,gli indugi della legge,l' oltracotanza dei grandi,i calci in faccia che il merito paziente riceve dai mediocri,quando di mano propria potrebbe saldare il suo conto con due dita di pugnale?Chi vorrebbe caricarsi di grossi fardelli imprecando e sudando sotto il peso di tutta una vita stracca,se non fosse il timore di qualche cosa,dopo la morte,la terra inesplorata donde mai non tornò alcun viaggiatore,a sgomentare la nostra volontà e a persuaderci di sopportare i nostri mali piuttosto che correre in cerca d' altri che non conosciamo?Così ci fa vigliacchi la coscienza;così l' incarnato naturale della determinazione si scolora al cospetto del pallido pensiero.E così imprese di grande importanza e rilievo sono distratte dal loro naturale corso:e dell' azione perdono anche il nome.

(Shakespeare)


Pascal aveva dentro di sè un abisso
che mai l'abbandonava. Tutto è abisso, ahimè! Azione, desiderio, sogno, parola..sulla mia testa ove ritti
si levano i capelli, mille volte
passar della Paura sento il vento.
Ovunque, tutt'intorno,c'è il silenzio, l'immenso,c'è la sponda ed il seducente orrendo vuoto;e in fondo alle mie notti col suo dito sapiente Iddio disegna
un incessante e multiforme incubo.
Ho paura del sonno come quando
t'assale lo spavento di una grande
cavità colma di un orrore vago
di cui ignori la fine; e mi si mostra
da tutte le finestre l'infinito.
E il mio spirito, preso da vertigine
assiduamente, al nulla invidia quella sua insensibilità. Fosse possibile
non uscir mai dai Numeri e dagli Esseri!

(da I fiori del male, di Baudelaire)


Every day i write the list/or reasons why I still believe they do exist(a thousand beautiful things)/and even though it's hard to see/the glass is full and not half empty/(a thousand beautiful things)/so..light me up like the sun/to cool down with your rain/I never want to close my eyes again/never close my eyes/never close my eyes/I thank you for the air to breathe/the heart to beat/the eyes to see again
(a thousand beautiful things)/and all the things that's been and done/the battle's won/the good and bad in everyone/(this is mine to remember)
so.../here I go again/singin' by your window/pickin' up the pieces of what's left to find/the world was meant for you and me/to figure out our destiny
(a thousand beautiful things)/to live/to die/to breathe/to try to make your life complete/so.../light my up like the sun/to cool down with your rain
/I never want to close my eyes again/never close my eyes/that is every thing I have to say/

/annie lennox/ (dedicata al mio tesoro)

Un giorno conobbi un bambino cieco.
mi chiese di descrivergli il mare e glielo descrissi;
mi chiese di descrivergli il mare e lo feci;
infine mi chiese di descrivergli il mondo e io, piangendo, lo inventai.

(Jim Morrison)

Se l'idea di società che abbiamo dentro è un pò meno ignobile, un pò più solidale e felice di quella che stiamo scontando attualmente, non è nostro diritto pretenderla, ma è nostro dovere praticarla ed attuarla, come se fosse quella e non questa l'Italia in cui viviamo.

(Jack Folla)

"Se vuoi un amico, addomesticami".
"Cosa bisogna fare?" aveva chiesto il piccolo principe.
"Bisogna essere molto pazienti" aveva risposto la volpe.
"All'inizio ti siederai un pò distante da me, così, tra l'erba. Io ti guarderò con la coda dell'occhio, e tu non dirai niente. Le parole sono fonte di malintesi. Ma giorno dopo giorno, potrai venire a sederti un pò più vicino..."
Il giorno seguente il piccolo principe era tornato.
"Sarebbe stato meglio tornare alla stessa ora", disse la volpe.
"Se, per esempio, arrivi alle quattro del pomeriggio, io comincerò ad essere felice sin dalle tre. Più passerà il tempo e più sarò felice. Quando ormai saranno le quattro, mi agiterò e mi preoccuperò: scoprirò il prezzo della felicità."

(da Il piccolo principe)

Non temere l'inferno che verrà, temi invece l'inferno che già è, riconosci ciò che non è inferno e fallo durare, è questo il segreto...

(Calvino, le città invisibili)


Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro/non sa con quanto amore mi dedico al tritolo/è quasi indipendente/ancora poche ore/poi gli darò la voce/il detonatore/il mio Pinocchio fragile/parente artigianale/di ordigni costruiti su scala industriale/di me non farà mai un cavaliere del lavoro/io sono d'un altra razza/son bombarolo/
nel scendere le scale ci metto più attenzione/sarebbe imperdonabile giustiziarmi sul portone/proprio nel giorno in cui la decisione è mia/sulla condanna a morte o l'amnistia/per strada tante facce/non hanno un bel colore/quì chi non terrorizza/si ammala di terrore/c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo/io son d'un altro avviso/son bombarolo/
intellettuali d'oggi/idioti di domani/ridatemi il cervello/che basta alle mie mani/profeti molto acrobati/della rivoluzione/oggi farò da me/senza lezione/vi scoverò i nemici/per voi così distanti/e dopo averli uccisi/sarò fra i latitanti/ma finchè li cerco io/i latitanti sono loro/ho scelto un'altra scuola/son bombarolo/
potere troppe volte/delegato ad altre mani/sganciato e restituitoci dai tuoi aereoplani/io vengo a restituirti/un pò del tuo terrore/del tuo disordine/del tuo rumore/così pensava forte un trentenne disperato/se non del tutto giusto/quasi niente sbagliato/cercando il luogo idoneo adatto al suo tritolo/insomma,il posto degno/d'un bombarolo/
c'è chi lo vide ridere/davanti al parlamento/aspettando l'esplosione che provasse il suo talento/c'è chi lo vide piangere/un torrente di vocali/vedendo esplodere un chiosco di giornali/ma ciò che lo ferì profondamente nell'orgoglio/fu l'immagine di lei/che si sporgeva da ogni foglio/lontana dal ridicolo/in cui lo lasciò solo/ma in prima pagina/col bombarolo.

(Il bombarolo - Dè Andrè)

Questa notte non può durare in eterno, perchè fra poco arriverà il mattino, ammesso che ci sia un domani.

(Jim Morrison)

Vorrei conoscer l'odore del tuo paese/ camminare di casa nel tuo giardino/ respirare nell' aria sale e maggese/ gli aromi della tua salvia e del rosmarino/Vorrei incontrare le pietre, le strade, gli usci e i ciuffi di parietaria attaccati ai muri/le strisce delle lumache nei loro gusci/capire tutti gli sguardi dietro agli scuri/e lo vorrei perchè non sono quando non ci sei/e resto solo coi pensieri miei ed io/Vedere di nuovo Istanbul o Barcellona/o il mare di una remota spiaggia cubana/o un greppe dell' Appennino/dove risuona fra gli alberi un' usata e semplice tramontana/Vorrei restare per sempre in un posto solo/ per ascoltare il suono del tuo parlare/ e guardare stupito il lancio/la grazia, il volo impliciti dentro al semplice tuo camminare/e restare in silenzio/al suono della tua voce/o parlare, parlare, parlare, parlarmi addosso/dimenticando il tempo troppo veloce/o nascondere in due sciocchezze che son commosso/
Vorrei cantare il canto delle tue mani/ giocare con te un eterno gioco proibito/che l'oggi restasse/oggi senza domani/o domani potesse tendere all'infinito/

(Vorrei di Guccini)

If you can keep your head when all about you/are losing and blaming it on you/If you can trust yourself when all men doubt you/but make allowance for their doubting too/If you can wait and not be tired by waiting/Or being lied about/don't deal in lies/or being hated/don't give way to hating/and yet don't look too good/nor talk too wise/
If you can dream/and not make dreams your master/If you can think/and not make thoughts your aim/If you can meet with Triumph and Disaster/and treat those two impostors just the same/If you can bear to hear the truth you've spoken/Twisted by knaves to make a trap for fools/or watch the things you gave your life to/broken/and stop and build'em up with worn-out tools:
If you can make one heap of all your winnings/and risk it one turn of pitch-and-toss/and lose/and start again at your beginnings/and never and sinew/to serve your turn long after they are gone/and so hold on when there is nothing in you/except the Will which says to them: "Hold on!"/
If you can talk with crowds and keep your virtue/or walk with Kings/nor lose the common touch/If neither foes nor loving friends can hurt you/If all men count with you/but none too much/If you can fill the unforgiving minute/with sixty seconds' worth of distance run/yours is the Earth and everything that's in it/And-which is more-you'll be a Man, my son!

(If... - Kipling)
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